Teatro Argentina

La storia del Teatro Argentina è importante e complessa. La prima rappresentazione in questo straordinario luogo si ebbe nel 1732, con l’opera Berenice. Nel 1816 si tenne qui la “prima” del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. ll Teatro Argentina è un esempio di teatro all’italiana tra i più significativi al mondo.  

La facciata neoclassica di Pietro Holl, ispirata al Valadier, caratterizza in maniera speciale questo teatro che sorge nell’Area Sacra di Largo di Torre Argentina, tra i più suggestivi siti archeologici del centro storico.

In corrispondenza del Teatro Argentina sorgeva la grande aula detta Curia Pompeii, dove Giulio Cesare fu ucciso e che Augusto decise pertanto di far murare. Durò poco quel veto, l’antica area teatrale venne restaurata e rimase in uso fino al quinto secolo dopo Cristo.

Inaugurato dal Duca Giuseppe Sforza Cesarini, su progetto del marchese Gerolamo Theodoli, sotto la direzione di Nicola Zabaglia, il Teatro Argentina divenne subito un importante cuore pulsante della vita culturale della città.  


Quando nel 1870 Roma diventa Capitale del Regno, subisce una trasformazione urbanistica di forte valore simbolico. È in questo contesto di riorganizzazione urbanistica che lo storico edificio viene acquisito dalla municipalità cittadina che, in questo modo, si dota di un proprio teatro di rappresentanza istituzionale.

Dagli albori del ‘900 il Teatro Argentina diventa teatro di prima grandezza la cui vocazione fondamentale è quella di dare spazio alla ricerca drammaturgica, valorizzando le nuove proposte, ospitando i grandi e le grandi interpreti della scena italiana. 

La sala originaria costruita dal Theodoli è rimasta invariata nella sua matrice geometrica e nel ritmo dei palchi ma ha subito nei secoli sino al moderno restauro a cura di Paolo Portoghesi (1993) numerose trasformazioni accessorie. Il ripristino del rosso, ha riacceso il contrasto tra la sala, palcoscenico e i palchetti che già Proust aveva definito dei “piccoli salotti sospesi”. Dopo il 1993 sono stati ripristinati i pavimenti del Piacentini per il botteghino e l’atrio del 1926.

La sua apertura alla commistione tra classico e contemporaneo ce lo ha fatto scegliere come nuova “casa” del Rome Chamber Music Festival, tra contaminazioni e passione per la grande tradizione.
A tutt’oggi senz’altro il Teatro Argentina è il teatro più importante di Roma.

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